Categorie
Heyoka News

Chi ha vinto il Premio Heyoka durante il Festival Uno Sguardo Raro 2020? Interviste a protagonisti e vincitore

Con il Festival Uno Sguardo Raro 2020 siamo arrivati alla V edizione della kermesse, che ha visto ancora una volta protagonista il Premio Heyoka. La partnership tra la nostra realtà e il Festival infatti prosegue, e permette di valorizzare opere di grande spessore per la Disabilità Positiva.

Festival Uno Sguardo Raro 2020, la direttrice artistica: “Il nostro obiettivo è arrivare ai giovani”

Tra le tante personalità presenti all’Istituto Rossellini di Roma durante lo scorso 24 settembre c’era anche Claudia Crisagio, direttrice artistica del Festival Uno Sguardo Raro: “Uno dei nostri obiettivi è arrivare ai giovani, loro possono essere i futuri registi, autori e grafici di qualcosa che possa raccontare anche queste storie”.

Durante la cerimonia di premiazione erano presenti anche due nostri Heyoka, Erika Testa e Vincenzo Boni. “Sono rimasta colpita dalle loro testimonianze – ha detto Crisagio -. La Disabilità Positiva è possibile”.

Per Erika Testa, “questo evento ha rafforzato l’idea della Disabilità Positiva: sentirci rari e disabili non vuol dire sentirsi diversi, ma sentirsi uniti e speciali”.

Anche Vincenzo Boni si dice soddisfatto della kermesse: “Vogliamo far capire agli altri che non siamo scontenti di convivere con la disabilità” perché “ci ha fatto diventare gli uomini le donne che oggi siamo”.

Chi è il vincitore del Premio Heyoka?

Quest’anno ad aggiudicarsi il titolo del Premio Heyoka è Davide Lupinetti con il documentario “Under The Water“, che racconta le vicende di una delle tante baraccopoli di Nairobi, in Kenya, con protagonista Barak, un bambino di 9 anni con disabilità motoria. “Sono molto che sia stato apprezzato, ne sarò sempre riconoscente”, ha detto Lupinetti ai nostri microfoni.

Leggi anche: Simoncino: “Bisogna far conoscere la disabilità alle persone”

Categorie
Heyoka News Tempo Libero

Torna il Premio Heyoka nel Festival Uno Sguardo Raro 2020: ecco la data della proiezione dei finalisti

Dopo l’annuncio dello scorso anno, siamo arrivati alla fase conclusiva del Festival Uno Sguardo Raro 2020 dedicato alle Malattie Rare. Nella mattinata di giovedì 24 settembre 2020, infatti, ci sarà la proiezione del finalisti per Premio Heyoka, alla sua seconda riconferma dopo la prima edizione del 2019.

Anche quest’anno, l’evento andrà in scena all’Istituto Cine TV Roberto Rossellini, a cui prenderanno parte anche i nostri heyoka Erika Testa e Vincenzo Boni.

Categorie
Diritti Heyoka News Sport & Riabilitazione

Carlo Calcagni si laurea in Scienze Giuridiche di diritto internazionale: premiazione a Milano

Venerdì 11 settembre 2020 a Milano ci sarà la cerimonia di consegna della laurea del Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni.

L’atleta paralimpico pugliese, infatti, si è laureato in Scienze Giuridiche di diritto internazionale, con specializzazione in “Organizzazione e gestione delle risorse umane” presso la facoltà di Scienze Giuridiche ISFOA, libera e privata Università di diritto internazionale.

https://www.facebook.com/heyokait/posts/2785636395046221

Oltre alla cerimonia e ai festeggiamenti, seguiranno:

  • Conferimento del Premio Internazionale ISFOA alla carriera, XVI edizione, anno 2020;
  • Consegna della Tessera di Socio Onorario del Golf Club Castello di Tolcinasco;
  • Presentazione del libro autobiografico “Pedalando su un filo d’acciaio“, che sempre dall’11 settembre sarà scaricabile in formato ebook.

Leggi anche: Antonio Tessitore, la Sla e la laurea: “Lottate per i vostri diritti”

Categorie
Diritti Heyoka News Sport & Riabilitazione

Alex Zanardi: prima la persona poi la disabilità (ma solo nei tragici eventi)

È il solito disco rotto: un celebrità con disabilità (Alex Zanardi) è protagonista di una vicenda dolorosa (un’incidente) e, immediatamente, la macchina social della rincorsa al post più commuovente si attiva.

Badate bene: non è un problema esprimere cordoglio e vicinanza nei confronti di una persona, ma risulta ipocrita farlo mentre, ad esempio, siamo soliti parcheggiare su posto non riservato a noi. Insomma, una riflessione è d’obbligo.

Alex Zanardi: quando si viene riconosciuti come persona?

Si tratta di un vero e proprio controsenso che distingue un po’ il genere umano: dimenticarsi delle persone con disabilità, ma riconoscerne l’effettiva umanità solo in circostanze drammatiche e pietistiche. Un fenomeno che non è semplice da spiegare, ma che alle volte fa emergere qualche perplessità e incoerenza di fondo che andrebbe analizzata tout court.

Partiamo proprio dalla questione del riconoscimento della persona prima della sua disabilità, che avviene solo in situazioni dolorose o alla morte del protagonista in sé. La gravità di un evento, il pietismo di fondo che ne scaturisce, porta inevitabilmente a riqualificare il personaggio in sé: non è più solo un disabile o un superuomo, ma una persona che lotta tra la vita e la morte.

Ma è proprio in vita che tale persona andrebbe esaltata per essere, di fatto, una persona, e non aspettare che la stessa diventi un ricordo. Basti pensare alla recente scomparsa di Ezio Bosso, in vita esaltato più per il superamento della propria condizione che come artista di fama mondiale.

Dal pietismo al superuomo: parliamo di persone

Stiamo parlando, oltretutto, di personalità che in vita sono ostracizzate tra due poli: dal supereroe all’angelo sceso in terra. Quando, nella realtà dei fatti, si trattano di persone con passioni e obiettivi, che hanno la fortuna di usare la propria figura per ribadire un concetto: la persona con disabilità è, prima di tutto, una persona.

Come al solito, però, si è preferito guardare il messaggero invece che il messaggio, il dito invece che la luna. Una reazione a catena che, appunto, si è improvvisamente inceppata di fronte a una triste vicenda, che portano una società (finora disinteressata a tutelare i diritti di una parte della propria comunità) a unirsi per pregare che Alex Zanardi vinca la sua ennesima battaglia.

Sostanzialmente, l’ipocrisia di fondo sta nell’essere uniti solo nei momenti bui di una persona, per poi dimenticarsi il suo reale valore in vita: ad esempio, il messaggio sociale di grande speranza espresso da Alex Zanardi a favore di una maggiore salvaguardia dell’equità, partendo dall’assunto che ognuno di noi è una persona.

Categorie
Heyoka News Storie

Ezio Bosso era un guerriero dell’umana diversità e della tutela artistica

Ezio Bosso ci ha lasciato all’età di 48 anni lo scorso 15 maggio. Non scompare solo una persona, ma un baluardo importante della diversità, della Disabilità Positiva e della dedizione per l’arte.

Un vero e proprio guerriero, sempre in prima linea per il rispetto dell’essere umano e delle produzioni artistiche intese come lavoro. L’eredità che ora siamo chiamati a cogliere è abbastanza pesante, ma dobbiamo essere pronti a sorreggerla.

Ezio Bosso: “Sono un disabile in mezzo a tanti altri disabili invisibili”

Una delle frasi celebri del pianista riguarda proprio la disabilità: “Sono un disabile in mezzo a tanti altri disabili invisibili”. Non parole buttate a caso, giusto per essere condivise sui social network.

Sono, invece, dichiarazioni piene di qualità, che richiamano l’attenzione a una maggiore tutela nei confronti di determinate categorie sociali, spesso impreziosite da troppi pietismi e poche attenzioni concrete.

In certi frangenti, Ezio Bosso è stato una luce in fondo al tunnel contro l’ipocrisia sociale. Una persona, un lavoratore del mondo dell’arte, ricordato non solo perché con una condizione ‘diversa’, ma perché produceva un valore per l’intera società.

Ezio Bosso: “La musica è un servizio socioculturale, è un comparto produttivo, produciamo benessere e coadiuvante sociale”

Veniamo, appunto, al valore prodotto da Ezio Bosso. Sì, la musica è un comparto produttivo, e come tale andrebbe rispettato nella sua grandezza. La diversità umana rappresentata dal Maestro si è espressa anche attraverso le sue opere. Oltre a dichiarazioni, affermazioni e parole che hanno avuto lo scopo di difendere il senso del lavoro artistico che dovrebbe essere inteso come tale.

Ezio Bosso non era solo una persona disabile che faceva arte, ma era un lavoratore inserito nella società, con le sue capacità e i suoi limiti. Dettagli che dovrebbero essere comuni a ogni essere umano, e che invece oggi sono ancora delle chimere per molte categorie sociali.

Ci ha lasciato un vero guerriero della Disabilità Positiva

Il grande pianista ha saputo utilizzare la propria notorietà per condividere a livello mainstream concetti sociali e culturali apprezzabili e innovativi. Ad essere scomparso è un gladiatore moderno, un bastione in grado di resistere a ogni perbenismo pur di rammentare cosa significa rispettare una persona, evitando pietismi o qualsiasi estremizzazione di sorta.

Ezio Bosso è (e sarà sempre) ricordato come una persona in grado di superare i propri limiti. Ma non in quel senso, come capita spesso di leggere. Bensì, è stato in grado di superare i limiti socioculturali, rendendo l’apertura mentale un dettaglio prezioso e imprescindibile per l’essere umano.

Fonte foto: eziobosso.com

Categorie
Heyoka News Tempo Libero

Fumetto e disabilità: l’inclusione attraverso la matita

Un fumetto ci aiuta a sognare e a dare corpo alla nostra immaginazione, a qualsiasi età. È uno strumento potente che genera un’incredibile lista di emozioni: amore, speranza, interesse, curiosità, spensieratezza, gioia, ma anche tristezza e nostalgia.

Allo stesso modo, il fumetto può diventare esempio di equità sociale, essere un richiamo culturale alla modernità sociale per una comunità più inclusiva e aperta alla diversità.

Fumetto e disabilità: binomio possibile

E senza neanche farlo apposta, nelle ultime settimane il mondo del fumetto ha dato prova di un forte interesse per tematiche riguardanti la Disabilità Positiva. Tra valori quali integrazione, comunità e rispetto per il diverso, il fumetto ha fatto emergere quanto la matita sia una spada intellettuale capace di arrivare a più persone possibili con estrema semplicità.

È il caso, ad esempio, di Topolino Magazine e del papero disabile Ray. Oppure di Cartoon Able, il cartone animato per disabili approdato finalmente in tv. O ancora Rebibbia Quarantine di Zerocalcare, ora accessibile anche nella Lingua Italiana dei Segni. Proviamo a guardarli uno per uno.

Topolino Magazine e il papero disabile Ray

Topolino Magazine ha dedicato diverse storie a Ray, un papero disabile creato dallo sceneggiatore Roberto Gagnor e dal disegnatore Claudio Sciarrone. Un duo che ha permesso di realizzare un personaggio autonomo e non caratterizzante unicamente per la sua disabilità.

“Volevo inserirlo in un mondo di persone diverse da lui, che però hanno delle passioni e degli interessi – ha spiegato Gagnor ad Ability Channel -. E ho pensato che fosse bello parlare finalmente di disabilità in una chiave diversa dal solito. Volevo farla diventare una caratteristica che c’è nella quotidianità, senza spiegare o raccontare troppo”.

Insomma, la disabilità esiste, fatevene una ragione. E non per questo deve essere un’accezione da estremizzare in concetti angelici o eroici.

Zerocalcare, “Rebibbia Quarantine” e la diffusione della LIS

Con Zerocalcare ci troviamo in una situazione diversa. Il fumettista, infatti, non ha disegnato qualcosa per le persone disabili, ma si è comunque ritrovato coinvolto in una tematica molto attiva nella nostra società: la salvaguardia, il rispetto e il riconoscimento della LIS, la Lingua dei Segni Italiana. 

I suoi corti di Rebibbia Quarantine, infatti, attualmente in onda su Propaganda Live, hanno acceso persino la curiosità della comunità delle persone sorde, che hanno trovato in Double Effect un interlocutore preciso. Grazie a questa realtà, di fatto, le puntate della serie animata di Michele Rech ora saranno tradotte anche in LIS.

“Non mi ero mai posto il problema – ha raccontato il fumettista sui social  – , ma soprattutto non mi ero mai reso conto di quanta gente riguardasse, a giudicare dal numero di messaggi ricevuti. La questione sarebbe rimasta a livello di amara presa di coscienza se non fosse che un sacco di gente si è attivata autonomamente e mi ha proposto un sacco di cose”.

rebibbia quarantine in lis di zerocalcare

Caroon Able: i cartoni animati per disabili sbarcano in tv

Prima Lampadino e Caramella erano personaggi di volumi illustrati dedicati ai bambini disabili, ora sono ufficialmente approdati in tv, precisamente su Rai yoyo e Rai Play, con una serie tutta loro. Uno sforzo, quello compiuto da PuntiDiVista, che conferma ancora di più l’esigenza di prodotti che siano rivolti a target ben definiti.

“Parliamo di un unico cartone in cui ci sono dei codici comunicativi che permettono a questi bambini, anche a quelli normodotati, di vederlo insieme – spiegarono gli ideatori su Ability Channel -. Il messaggio è la disabilità non è un limite, si supera perché si può fare tutto. In qualche modo il bambino che ha una disabilità si sente rappresentato. Gli dà la gioia di essere protagonista”.

lampadino e caramella di cartoon able
Categorie
Heyoka News Tempo Libero

Coronavirus: l’informazione è tornata al centro della società (anche per i disabili)

Il nuovo Coronavirus ha fatto riscoprire la centralità dell’informazione e della comunicazione. A tutti. Anche alle persone disabili. Ed è un fattore di grande speranza per il nostro mondo, che deve aiutarci a consapevolizzare il ruolo nevralgico che fanno giornalisti e organi di stampa vari. Alcune ricerche ci aiutano a capire meglio questo fenomeno.

Informazioni sul Coronavirus: com’è cambiato il pubblico?

Aggiornamenti e informazioni sul nuovo virus si rincorrono ogni giorno, persino ogni ora. Siamo di fronte a una dimensione totalmente nuova per il pubblico, che si trova costretta a canalizzare la massima attenzione su ciò che ruota attorno la pandemia. In questo senso, dunque, il mondo della comunicazione che impatto ha avuto nelle vite di tutti noi?

Sicuramente, benevolo. E alcuni dati di fine febbraio di Havas Media ci confermano che gli strumenti dell’informazione sono risultati necessari all’interno della nostra quarantena, fin dall’inizio.

Basti pensare che, ad esempio, secondo le statistiche, gli ascolti televisivi del 22-23 febbraio hanno registrato un aumento del 3,5%, con più spettatori (+1,4%) che hanno guardato la televisione per più tempo (+2,1% minuti spesi). E anche i programmi d’informazione hanno subito un cambiamento positivo: +40% per il TG5; +18% per il TG1; +37% per TgLa7; + 24% per Non è l’Arena.

Persino i canali all news ne hanno tratto giovamento: +132% per Tgcom24; +146% per Rai News 24; +213% per Sky TG24.

Ma non è tutto qui. Una ricerca successiva di Havas Media, infatti, ha indagato lo stile dei consumatori al tempo del Coronavirus, notando come la tv sia diventata uno strumento necessario, e non solo per le news (46%). Segue, poi, l’ascolto della radio, anche continuativamente nel tempo (25%). Infine, è aumentato l’acquisto di magazine, abbonamenti e libri online (33%).

Coronavirus FAQ, anche per le persone disabili

Il Coronavirus in Italia ha cambiato non solo il modo in cui percepiamo l’informazione, ma anche come essa è pensata. Il periodo storico attuale ci ha messo di fronte all’esigenza di pensare costantemente alla società anche in base a categorie ben precise, come quella delle persone disabili.

In questa dinamica, quindi, è diventata pressoché indispensabile la diffusione di comunicazioni verticali, indirizzate a una precisa fascia di popolazione, così da non abbandonarle nell’oblio. Questa è una metodologia atta (anche) a rammentare l’esistenza di una collettività fatta di diversità che vanno tutelate.

Anche le autorità competenti si sono mosse in materia tempestiva per tutelare il diritto all’informazione per le persone disabili. Ricordiamo, ad esempio, la pagina Coronavirus FAQ sempre aggiornata. E, ovviamente, c’è chi anche con il proprio lavoro quotidiano cerca di sbrogliare il bandolo della matassa informativa: come l’approfondimento di Ability Channel sul DL Cura Italia per disabili.

Insomma, quando tutto ciò sarà finito, non dimentichiamoci del mondo dell’informazione, che sta servendo un servizio impeccabile. Per tutti.

Categorie
Heyoka News Tempo Libero

Coronavirus, ecco 5 film sulla Disabilità Positiva

Nel periodo in cui le ultime notizie sul Coronavirus paventano la possibilità di un aumento temporale delle restrizioni legiferate dai vari Dpcm, ognuno di noi cerca varie occupazioni per far passare il tempo. Per questo motivo, noi di Heyoka abbiamo realizzato un elenco di 5 film da vedere a casa. Sono tutte pellicole che, a nostro avviso, esprimono i concetti legati alla Disabilità Positiva.

Coronavirus, i nostri consigli cinematografici

Come accaduto per il periodo natalizio, durante il quale abbiamo consigliato alcuni film sulla disabilità, torniamo a dare suggerimenti su come passare l’emergenza Coronavirus attuale. Perciò, ecco i nostri 5 film sulla Disabilità Positiva.

L’imbucato (The Ringer)

Una pellicola dal sapore ironico ed estremo che mette al centro una forte critica ai falsi invalidi. “L’imbucato” è un film del 2005, diretto da Barry W. Blaustein e prodotto dai fratelli Farrelly. In questo film si narra la storia di Steve (Johnny Knoxville, una delle star di Jackass), un impiegato qualsiasi che, per una serie di eventi straordinari, deve pagare un costosissimo intervento chirurgico al suo giardiniere. Per raccogliere i soldi, però, decide di vincere le Special Olympics. Perciò, si fingerà una persona con disabilità intellettiva. Un’esperienza che lo porterò a comprendere quanto la sua scelta sia deprecabile e quanto la diversità vada rispettata. 

La teoria del tutto (The Theory Everything)

Stavolta, ci muoviamo in ambito storico. “La teoria del tutto” è una pellicola del 2014 firmata da James Marsh e racconta la storia di Stephen Hawking, il celebre fisico, astrofisico e cosmologo. Il film è incentrato sul periodo degli studi di un giovane Hawking fino all’arrivo della malattia del motoneurone. L’interprete, Eddie Redmayne, ha vinto anche il Premio Oscar come migliore attore.

Tiro Libero

Non ci siamo dimenticati delle produzioni italiane. “Tiro Libero” è un film del 2015 di Alessandro Balori, tratto dall’omonimo romanzo di Simone Riccioni. Lo scrittore è anche il protagonista e il produttore dell’opera e, nella pellicola, interpreta un uomo con distrofia muscolare che ritrova l’amore per la vita nello sport per disabili.

Wonder

Torniamo all’estero per conoscere “Wonder“, girato del 2018 di Stephen Chbosky. Il film narra la storia di Auggie Pullman , bambino di 10 anni con una malformazione cranio-facciale dovuta a parto difficile. La pellicola è un climax unico sull’importanza di accettare se stessi e far emergere la propria diversità come una normalità, in contrasto persino con i precetti di una società discriminatoria.

Io prima di te (Me Before You)

Sebbene vada sottolineato che il rapporto tra caregiver e persona disabile è prettamente lavorativo, “Io prima di te” indaga questo aspetto in un’ottica del tutto romantica. L’opera, datata 2016 e firmata da Thea Sharrock, racconta la storia di Louisa “Lou” Clark (interpretata da Emilia Clarke), ragazza 27enne che è assunta da Will Traynor come caregiver. Tra loro scoppierà l’amore, la cui narrazione subirà scossioni di vario tipo che ne mineranno la relazione, soprattuto lavorativa.

Categorie
Heyoka News Salute & Benessere

Coronavirus, quali sono gli aggiornamenti più importanti

Il Coronavirus è il tema del giorno, persino dell’ora. Sono ormai numerose le ultime notizie che si rincorrono in ogni momento, e il caos informativo è dietro l’angolo. Per questo motivo noi di Heyoka abbiamo pensato di realizzare una mini-guida online dove ripercorrere le news legate al virus, con link per approfondire ogni singolo argomento.

Cos’è il Coronavirus e quali sono i sintomi?

Tecnicamente, con il termine Coronavirus ci riferiamo a una famiglia di virus respiratori. Raramente colpiscono gli esseri umani, ma in passato abbiamo già avuto dei coronavirus umani (come la SARS). Al momento, ciò che noi indichiamo con la parola generica ‘coronavirus’ è, in realtà, la Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2. Sono note due sigle per identificarla: SARS-CoV-2 o 2019-nCoV. Invece, con COVID-19 ci riferiamo alla malattia che il nuovo virus conosciuto produce nell’essere umano. I sintomi sono molto simili a quelli di una normale influenza, e questo rende difficile l’immediata diagnosi. Tuttavia, può creare complicanze decisamente serie a livello respiratorio. Per scopirne di più, vi suggeriamo di leggere l’articolo di approfondimento di Ability Channel.

Coronavirus e Dpcm: quanti sono e cosa dicono

L’8, il 9 e l’11 marzo 2020. Queste tre date hanno una caratteristica in comune: i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nelle ultime settimane, infatti, il premier Giuseppe Conte ha emanato tre Dpcm per arginare il rischio del contagio da Coronavirus. Ognuno di essi ha disposto misure stringenti e cautelative per lavoratori, aziende, scuole, famiglie e cittadini di ogni grado. Inoltre, alcuni Dpcm hanno disposto le regole basiliari della nuova routine della popolazione italiana. Per approfondire tutte le disposizioni, vi invitiamo a leggere cosa dicono le normative in questione dell’8 marzo, del 9 marzo, dell’11 marzo e del 22 marzo.

Arriva il decreto Cura Italia

Oltre ai Dpcm, il Governo ha emanato un decreto legge urgente noto con il nome di Cura Italia. Tale manovra stanzia ben 25 miliardi di euro in indebitamento che andranno ad aiutare le fasce di popolazione più colpite dal recente ridimensionamento delle vite quotidiane. Inoltre, stabilisce che le lauree in Medicina siano abilitanti alla professione. È possibile leggere tutte le 77 pagine del decreto nella Gazzetta Ufficiale.

Nuovo modello di autocertificazione

Un altro aggiornamento importante riguarda il modello di autodichiarazione con cui le persone possono uscire di casa per motivi lavorativi o estrema necessità. Con il nuovo documento, si introduce una sezione nella quale il possessore dovrà indicare se è positivo o meno al COVID-19. Inoltre, si prevede una sezione dove l’agente di polizia potrà controfirmare il foglio. Se ancora non ne sei munito, puoi scaricare il pdf dal sito interno.gov.it.

Coronavirus, disabili e fisioterapia: cosa c’è da sapere

In questa nuova condizione abitativa nazionale, sono molte le storie che ci raccontano quanto sia importante porre attenzione sull’erogazione dei servizi e il rispetto della persona. Ad esempio, alcune persone disabili hanno sollevato l’esigenza di garantire i trattamenti delle cure assistenzialistiche previsti prima dell’attuazione dei vari Dpcm. Oppure, gli studenti con disabilità hanno sollevato la questione della tutela del prosieguo delle lezioni con sistemi online.

Capitolo a parte, poi, va fatto per la fisioterapia. Ci sono numerose pratiche e regole da seguire in questa situazione, soprattutto da parte dei professionisti, per riuscire a garantire l’erogazione delle proprie mansioni. Ability Channel ha raccolto le linee guida di AIFI, l’Associazione Italiana Fisioterapisti, e ne ha realizzato un approfondimento.

Coronavirus e solidarietà digitale

Sono numerose le aziende (tra cui anche DOS33) che hanno predisposto servizi gratuiti o con forti scontistiche per aiutare lavoratori, disabili, alunni, studenti e cittadini a sopportare questo momento di enorme sacrificio. Per scoprire l’elenco completo di chi aderisce all’iniziativa di solidarietà digitale, ti inviato a leggere l’articolo in questione.

Mappa Italia: quanti sono i casi accertati? 

Ogni giorno, la redazione di Ability Channel segue costantemente gli aggiornamenti della Protezione Civile e ne riporta i dati in alcune mappe, identificando anche i casi accertati regione per regione. Guarda anche tu la live map.

Coronavirus Fake News: non farti imbrogliare

Ovviamente, come accade da diversi anni, la diffusione capillare di notizie ha creato falsi miti e fake news che, ora come ora, bisogna stroncare sul nascere. Anche in questo caso, quindi, si consiglia di informarsi principalmente dai siti delle autorità competenti, come quello del Ministero della Salute (www.salute.gov.it). Intanto, al fine di evitare di essere vittima di fake news, Ability Channel ha snocciolato 6 consigli su come contrastarle.

Categorie
Diritti Heyoka News

Coronavirus, l’Italia alla prova di responsabilità comune

L’emergenza Coronavirus, le istruzioni su come lavarsi le mani, i Dpcm, l’hashtag iorestoacasa, la mole di persone in fuga da Milano, la Lombardia isolata, poi tutto il Paese in un’unica zona arancione. Non basterebbe un articolo per raccontare una storia che, ogni giorno, si aggiorna continuamente, e si diffonde a macchia d’olio nelle cronache italiane ed estere.

Stiamo vivendo una situazione decisamente atipica e seria, che sta sconvolgendo la vita di tutti, chi più chi meno. Da quando l’incedere quotidiano ha subito un drastico ridimensionamento, l’Italia ha dato prova di saper rispondere alla chiamata di responsabilità comune. O almeno, immediatamente dopo l’esplosione della paura e della psicosi. Staremo superando questo esame?

Coronavirus Italia, l’esame della responsabilità comune

Il richiamo alla responsabilità comune (insieme a #iorestoacasa) è divenuto il mantra per eccellenza di questa nuova routine ai tempi del nuovo Coronavirus. Una quotidianità forzata, certo, ma pur sempre necessaria per evitare il peggioramento della situazione. Una dinamica, tra l’altro, rimbalzata sui social, sia dai vip che dalla gente comune, alle prese con la diffusione di messaggi positivi, iniziative e consigli su cosa poter fare a casa, da soli o con la propria famiglia. 

Insomma, una serie di azioni che hanno mostrato la parte più civile e umana del Paese. Quella che, nonostante il momento incerto e critico, ha saputo dare forza al proprio senso di sacrificio. Certo, episodi spiacevoli li abbiamo avuti. Tra chi ha iniziato a razziare supermercati ed è fuggito da Milano in preda all’angoscia la notte prima dell’emanazione del decreto dell’8 marzo 2020, qualche attempato c’è stato. A oggi, però, gli episodi spiacevoli sono nettamente diminuiti. 

Adesso, c’è la musica dai balconi. Ormai ogni sera, i flash mob a distanza chiamano a raccolta numerosi artisti che, armati del proprio strumento, dilettano la propria zona abitativa con canzoni, inni e brani di ogni tipo. “Andrà tutto bene” è lo slogan di una responsabilità comune che, seppur lentamente, ci sta convincendo che il futuro è pieno di speranza. Una speranza che può essere raggiunta grazie al senso di responsabilità comune. Una prova umana e sociale, che non deve essere solo perseguita oggi, ma sempre. Dovrà divenire un insegnamento per i posteri e per chiunque abbia fatto parte di questa (maledetta) pagina di storia umana. 

Non dimentichiamo delle persone disabili

Un avvertimento e un allarme in merito ai disabili che Ability Channel sta raccogliendo direttamente dai protagonisti – oltre a spiegare approfonditamente cos’è il virus in questione. Ad esempio, c’è l’esperienza di Francesca da Sassari, una donna con disabilità che, in un’intervista, pone l’attenzione anche sull’importanza della tutela della riabilitazione: “Questo per me, e per tutte le persone con problemi di salute, rappresenta un problema serio perché in assenza di trattamenti le nostre condizioni possono aggravarsi”.

Nel suo discorso, però, Francesca ci tiene anche a lanciare un messaggio di responsabilità comune: “Sono angosciata per la leggerezza con la quale troppe persone hanno da subito affrontato questa emergenza, sottovalutando gli avvisi degli scienziati e delle autorità”. Non ci dimentichiamo, quindi, che le nostre azioni possono avere delle gravi conseguenze sulle vite degli altri, sia sul nostro vicino che sul concittadino a chilometri di distanza da noi.

Mappa Italia, gli aggiornamenti di Ability Channel sui contagi

Vuoi ricevere aggiornamenti giornalieri sul numero di contagi e di persone guarite? E allora visita questo articolo di Ability Channel, dove troverai dati e statistiche dettagliate in materia.