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Sabaudia, buona notizia per i diritti dei disabili

Sabaudia, pochi giorni prima di Natale 2019. Una notizia, diramata dall’Associazione Luca Coscioni, racconta di una causa legale vinta contro il Comune. “Gli autobus sono inaccessibili alle persone con disabilità – si legge su Ability Channel -. Per questo motivo, il Tribunale di Latina ha condannato il Comune di Sabaudia per condotta discriminatoria“. Perché questa è una buona notizia?

La buona notizia di Sabaudia

Arriviamoci punto per punto. Fondamentalmente, il Tribunale ha condannato il Comune e la società di trasporto locale per “condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità a causa della mancata accessibilità degli autobus”. A causa di ciò, le sanzioni inflitte sono diverse, tra cui annoveriamo l’installazione di pedane e di sistemi di bloccaggio per le carrozzine.

Già di per sé, questo breve estratto spiega tutto: in Italia, esistono numerose città (dalla più piccola alla più grande) che passano spesso alle cronache per l’inaccessibilità dei mezzi di trasporto. Per cui, Sabaudia è il precedente su cui appoggiarsi in futuro per spronare la comunità verso il rispetto dei propri diritti. Cioè, ogni qualvolta si andrà a toccare il tema delle barriere architettoniche su pullman, autobus, treni e così via, si potrà citare quanto accaduto nel comune di Latina.

Perché è importante condividere questa notizia?

Nella pratica, ci troviamo di fronte a una situazione analoga a quanto accaduto nel 2017. In quell’occasione, la notizia riguardava il reato penale per i furbetti normodotati dei parcheggi che, incuranti del posto riservato, posteggiavano lì la propria auto.

Anche in quel caso, si è parlato di un precedente che andava adeguatamente informato. In particolare, condiviso alla popolazione. Non solo per educare il prossimo alla civiltà, ma anche – e soprattutto – per rivendicare il rispetto di essere una persona con determinati diritti.

Insomma, la notizia di Sabaudia riguarda la Disabilità Positiva, e chiama in causa tante altre città in simili condizioni. La speranza, tuttavia, è che non si debba arrivare per forza di cose a un tribunale per chiedere dignità.

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